16 settembre 2016 Antonella Falsaperla

Team Working: la forza di un gruppo vincente

Il lavoro di un team, sia nello sport sia in progetti legati alla scuola, al lavoro o personali, si differenzia dal “lavoro solitario” per la necessità di una maggiore collaborazione tra le parti. Impegnarsi da soli può avere dei vantaggi unici, quali totale libertà e paternità del successo raggiunto, ma anche svantaggi quali la responsabilità per tutto ciò che si fa e il rischio di fallire.

Close –up of business people’s hands on top of each other

Escludendo i casi vittoriosi dei “solitari”, la collaborazione con persone differenti permette di entrare a fare parte di un gruppo, di costruirlo, di renderlo unito e di portarlo alla vittoria. Il team non è solo un gruppo di persone che lavorano insieme, ma è molto di più: si tratta di persone che hanno in comune un obiettivo, una meta specifica, una passione, un sogno! Persone pronte a lottare ad ogni round, pronte a condividere coraggio, sostegno e stima perché il team che vince è una squadra che vince grazie al singolo contributo di ciascun componente. I membri di un gruppo devono completarsi a vicenda al fine di rendere maggiormente performante il team. Le capacità del singolo non saranno mai sufficienti a raggiungere la vetta senza la collaborazione degli altri!

“Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”

H. Keller

Consigli utili

Caratteristiche, dimensioni e composizioni sono di fondamentale importanza nella combinazione di un team e devono essere esplicitate per ridurre al minimo eventuali errori.

Caratteristiche: chiarire missione, limiti, autorità per gestire i processi di lavoro e stabilità del team. E’ statisticamente provato che i team che non soddisfano tali condizioni, in generale, sono destinati a fallire.

  • Missione: la determinazione di questa è necessaria affinché si definiscano anche i bisogni e le competenze fondamentali per il gruppo.
  • Limiti: devono essere chiari fin dal principio al fine di stabilire chi è realmente parte integrante del team.
  • Autorità: dividere poteri e decisioni in base al ruolo di ogni componente è indispensabile per chiarire le capacità di ognuno per la squadra.
  • Stabilità: la ricerca mostra che i team stabili tendono a lavorare meglio rispetto a quelli caratterizzati da una costante rotazione o cambio dei componenti e/o dei ruoli all’interno dello stesso.

Dimensioni: la quantità non rispecchia la qualità, dunque bisogna considerare le competenze/risorse a dispetto del numero dei componenti. Studi dimostrano che team di dimensioni ottimali sono composti da un numero che varia dai 4 ai 6 membri.

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Composizione: la diversità all’interno di un team è un fattore talmente decisivo che è stato sempre elogiato e promosso. Si può parlare di diversità di categoria sociale, cognitiva e di valori, che sono tre aspetti da considerare attentamente. La diversità di categoria sociale riguarda le differenze di razza, etnia, genere, età, religione, orientamento sessuale e abilità fisiche. La diversità cognitiva comprende differenze di istruzione, formazione, esperienza, competenze, informazione, personalità, estrazione culturale e motivazione. La diversità di valori coglie differenze nella percezione del compito, dell’obiettivo o della mission del team.

Un team ideale dovrebbe avere un’elevata diversità cognitiva per assicurare al team tutti gli strumenti e le informazioni necessarie a risolvere in maniera efficace i problemi ed una bassa diversità di valore che consenta una maggiore coesione finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo.

Errori da evitare

diagramma-di-lavoro-di-squadra-22163471I team più efficaci e vincenti spaziano tra una diversità insufficiente o eccessiva. I team perdenti, invece, tendono ad avvicinarsi a uno di tali estremi. Tra gli errori più comuni figurano un numero eccessivo di membri, un modo di pensare troppo simile ed eterogeneo e uno sfruttamento insufficiente del tempo a disposizione.

Composizione: i team troppo numerosi favoriscono il “social loafing“, ossia alcuni membri non svolgono i compiti loro assegnati nella speranza che se ne occupino altri. Inoltre, i team troppo numerosi, o troppo diversificati non riescono a collaborare efficacemente.

Groupthink: si verifica quando il team decide su di una proposta in base al consenso di tutti i membri evitando la creazione dei conflitti interni e dunque senza valutare attentamente la proposta nella sua fattibilità tecnica ed economica. Tra i sintomi del groupthink figurano un’eccessiva valutazione dei poteri e della moralità del gruppo, chiusura mentale e una pressione al conformismo.

Tempo a disposizione: i team possono lavorare male anche per un fattore trascurato dalla maggior parte dei leader: il tempo a disposizione. Tale fattore è un elemento decisivo per le decisioni del team. Infatti, è dimostrato che la tempistica delle pause ha una grande influenza sulle decisioni del team. 

Team Building

Uno dei passi rilevanti affinché un gruppo funzioni e sia performante è sicuramente la collaborazione reciproca ma questo non basta perché è indispensabile anche la fiducia.  

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Lavorare in team, però, non è una dote naturale che tutti possiedono. L’essere umano è, per sua natura, egoista, e solitamente cerca di sporcarsi le mani il meno possibile per farle sporcare agli altri. Perciò la fiducia in uno o più membri non potrà essere immediata, anche perché credergli significa affidargli una parte del nostro successo. 

Il team building serve proprio a sviluppare questo rapporto di reciproca fiducia e sicurezza in modo che in un team tutti lavorino per il raggiungimento dello stesso obiettivo, all’unisono. Attraverso delle attività formative, come ad esempio la condivisione di esperienze e momenti al di fuori del contesto lavorativo, i singoli individui imparano a conoscersi reciprocamente. Conoscere i reciproci punti di forza e le reciproche debolezze, produrrà maggiore sinergia e coesione tra i singoli.

Lavorare bene, insieme, può essere difficoltoso se non si conoscono bene i compagni, e ciò può essere sottolineato maggiormente se vi sono problemi legati alla comunicazione interna. Il gruppo deve comunicare in tranquillità sia nelle ore di lavoro, che in quelle di pausa. 

I componenti di un buon team, infatti, oltre che lavorare bene, si trovano bene e hanno piacere a riunirsi per scopi diversi dal lavoro. Anche questo è uno dei modi per fare crescere il gruppo e renderlo più unito ed eliminare eventuali problemi quotidiani tra i singoli membri. 

Organigramma Start-up

Come in ogni squadra che funzioni, anche nel caso specifico di una start-up, c’è la necessità di strutturare l’organico del team.

I ruoli principali sono:

  • CEO (Chief Executive Officer);
  • CMO (Chief Marketing Officer);
  • CTO (Chief Technology Officer);
  • Sviluppatori;
  • Designer.

Considerando che l’organico si struttura in base all’ambito di riferimento della start-up e del suo percorso specifico, non è detto che tutti i team abbiamo suddette cariche, nonostante queste siano le principali.

Abbiamo visto come fiducia, competenze, ruoli, collaborazione e tanto altro rientrano nel concetto di team e come si debba prestare attenzione alla sua creazione. Concentratevi su questi dettagli e sarete già un passo avanti rispetto agli altri team.

 Il prossimo appuntamento con #youthubscool sarà il prossimo venerdì. Continuate a seguirci!

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