15 settembre 2016 Antonella Falsaperla

Kanèsis: la bioplastica che ci piace!

La start-up Kanèsis, il cui nome nasce dalla fusione tra canapa e kinesis (movimento), è nata ispirandosi alla Chemiurgia, un ramo della chimica che si occupa della preparazione di prodotti industriali, derivati esclusivamente da materie prime agricole e naturali.

Nell’aprile 2015 Kanèsis ha presentato una domanda di brevetto con oggetto un biocomposito interamente vegetale derivato dagli scarti della lavorazione della canapa industriale.

Cosa caratterizza tale biocomposito? Anzitutto prende il nome di HBP® (HempBioPlastic), e risulta più leggero del 20% e più resistente del 30% rispetto al PLA (Acido Polilattico), che, in termini più semplici, altro non è che la bioplastica più utilizzata nel nostro periodo. Inoltre, il filamento in HBP® si presta perfettamente agli utilizzi con tecnologia FDM (Fused Deposition Modeling), indispensabile per le stampe 3D, ed ha un prezzo di mercato concorrenziale.

 

Filamento HBP

L’obiettivo di questa start-up siciliana è la ricerca di soluzioni ecosostenibili e rinnovabili con un minimo impatto ambientale tramite il riciclo di uno scarto della filiera e la conseguente creazione di un nuovo prodotto.

Per sostenere questo progetto Kanèsis ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma americana Kickstarter.

Giovanni e Antonio, i cofondatori di Kanèsis.

Giovanni e Antonio, i cofondatori di Kanèsis.

Con lo scopo di utilizzare i fondi raccolti per lo sviluppo di nuovi bio compositi derivanti da scarti e/o eccedenze agricole, Kanèsis mette in palio i primi occhiali da sole al mondo in canapa stampati in 3D, gli H-Glasses HBP®, e la Pinhole Hemp Camera (PHC) disegnata e prodotta dalla Compagnie Imago. Vi è anche la possibilità di acquistare le bobine di filamento che si adattano perfettamente alle stampanti di nuova generazione.

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Potete trovarli qui:

https://www.kickstarter.com/projects/1143275545/hbp-hempbioplastic-for-3d-printing

 

 

 

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