17 aprile 2015 admin

Fashion Revolution Day Catania: #whomademyclothes?

L'ecosistema a Catania sostiene Fashion Revolution e organizza per il 24 aprile una sfilata chiedendo all'industria della moda il rispetto dei lavoratori

di Alessandro Scuderi

24 aprile 2013. Siamo a Dacca, capitale del Bangladesh. Uno stato incastrato nel mezzo dell’India e del quale in occidente se ne conosce l’esistenza solo perché appare spesso nelle etichette degli indumenti (anche di marca) che indossiamo.

È proprio per cucire questi indumenti che più di 3000 persone si sono fatte inghiottire, come ogni giorno, quel gigante di cemento che è il Rana Plaza, un enorme edificio di otto piani nel quale sono ospitate disordinatamente negozi, fabbriche tessili e appartamenti.

Quel giorno però non era come gli altri. Solo 24 ore prima il gigante ha dato prova di essere fragile, mostrando enormi crepe lungo la facciata. E infatti alle 8.45 l’edificio crollò, lasciando ai soccorritori l’ingrato compito di estrarre dalle macerie più di duemila feriti e più di mille corpi.

Una tragedia immane, che ha lasciato tutti sgomenti ma solo per un po’, ché le informazioni oggi arrivano a centinaia al secondo e la memoria – e la coscienza – hanno poco tempo per soffermarsi sul significato delle cose.

E così, dopo qualche condanna dei leader mondiali e delle promesse di risarcimento (spesso poi rimangiate) delle grandi firme occidentali per le quali le vittime tessevano per pochi spiccioli si è archiviata l’indignazione.

rana.plaza.benetton

Sono passati infatti solo due anni, eppure tutti ci eravamo quasi scordati di questa bruttissima storia. O quasi.

Facciamo un salto temporale e arriviamo al 24 aprile 2014. È il giorno di Fashion Revolution, un evento che si svolgerà in contemporanea in 68 paesi del mondo per chiedere trasparenza all’industria della moda ponendo una domanda: #whomademyclothes?, chi ha fatto i miei vestiti? Perché dovremmo ricordarci tutti che dietro i nostri capi ci sono persone – che spesso lavorano a condizioni disumane – e che queste persone hanno diritto a vedere rispettata la propria dignità molto più di quanto una industria a contenere i costi.

Ne è esempio Orange Fiber, la ormai famosissima startup siciliana che giusto qualche giorno è stata insignita del premio Unece Ideas for Change Award, promosso dalle Nazioni Unite e diretto alle imprese che si dedicano con il loro prodotto al cambiamento sociale e sviluppo sostenibile, ha aderito all’iniziativa.

L’ha fatto in quanto startup che, come ci ha raccontato Michele D’Aliessi, è una nuova forma non solo di impresa, ma anche agente di cambiamento sociale. E lo ha fatto in quanto impresa che opera nella moda, che deve diventare sempre più forma di cultura e mai più mezzo di sfruttamento e sofferenza.

Per questo abbiamo deciso di organizzare, in occasione del Fashion Revolution Day, una sfilata in piazza Duomo, il salotto catanese. Insieme a noi, ci saranno i protagonisti dell’ecosistema startup siciliano quali Working Capital, StartupCity, Paradigma Innovation e Meedori.

Hanno aderito inoltre l’Accademia di Design e Arti Visive Abadir e l’Accademia Euromediterranea di moda Harim, le comunità Social Influencer Palermo e Catania, Igers Catania e Sicilia.

Più si è meglio è, quindi ci vediamo tutti il 24 aprile alle 18 in piazza Duomo.

Trovate tutte le info sull’evento Facebook “Fashion Revolution Day 2015 Catania“.

A venerdì!

Please follow and like us:
Tagged: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial