Intervista a Michele D’Aliessi

di Alessandro Scuderi

Oggi alle 19 avremo il piacere di ospitare Michele D’Aliessi, co-founder del progetto “Ympact – Startups In Action”, in occasione del primo appuntamento con il nuovo format dell’associazione YoutHub Stories. L’iniziativa, su scala europea, è finalizzata ad informare i giovani sulla vita degli imprenditori per motivarli a trasformare le proprie idee in prodotti ed aziende di successo. Il documentario è stato girato in 6 città – Helsinki, Londra, Parigi, Berlino, Barcellona e Milano – e racconta l’esperienza concreta di imprenditori e investitori: una storia fatta di sfide, successi e fallimenti da cui è possibile apprendere ciò che i libri non riescono ad insegnare.
Per l’occasione abbiamo avuto il piacere di parlare con Michele dei suoi obiettivi e di cosa ha scoperto durante questo lungo tour.

 

– Ciao Michele, raccontaci del tuo progetto. Com’è nato?

Qualche anno fa ho deciso di visitare la Silicon Valley per andare a studiare le startup ed i loro modelli di business, ma una volta lì ho capito che la componente essenziale della cultura startup americana è altro.

Ho notato infatti come a fare la differenza siano il comportamento e l’atteggiamento dell’imprenditore nel relazionarsi con gli altri e nel reagire alle opportunità ed ai propri errori. Sono partito per studiare i modelli economici e manageriali. Tuttavia l’importanza che gioca il comportamento mi ha spiazzato.

Per questo ho scelto il video come veicolo, perché è il modo migliore per trasmettere il comportamento e la componente emotiva degli imprenditori di successo.

– Come hai scelto gli ecosistemi da raccontare?

Volevamo studiare alcuni ecosistemi già consolidati (Londra e Parigi), alcuni in forte crescita (Berlino ed Helsinki) e alcuni che cominciano a farsi notare (Barcellona e Milano).

Per noi era interessante intervistare gli imprenditori insieme a tutto l’ecosistema che vi ruota intorno per ottenere un quadro completo della scena startup europea.

– Possiamo dire che il progetto è nato per far vedere all’europeo come lo vede l’americano?

No, è nato per far vedere l’Europa agli europei. È questo che ci penalizza, noi europei non sappiamo cosa succede al di fuori dei nostri confini nazionali: a Londra non si sa cosa succede a Parigi, a Milano non si sa ad esempio che oggi Helsinki è la città migliore dove sviluppare tecnologie mobile-gaming o che Berlino sarà presto una miniera per chi si dedica a progetti sulle smart cities. Se si vuole fare startup in Europa, è bene sapere cosa sta succedendo a poche ore d’aereo di distanza.

Questa confusione è percepita anche negli USA. Pochi vogliono investire in Europa perché non si capisce cosa succede. Diverse lingue, diversi framework legali, diverse economie. E’ davvero difficile orientarsi se non si conosco le logiche di ciascun ecosistema startup.

A mancare è la componente pratica, “terra terra”: i media parlano continuamente delle storie di successo, ma nessuno ti dice chi siano i player migliori in una città, o banalmente con chi parlare appena arrivato o i passi da compiere per iniziare a fare impresa in uno specifico ecosistema, quali siano gli ostacoli, quali i benefici.

– A proposito del nostro paese, come hai visto Milano?

Stiamo perdendo di vista la nostra vocazione. Si punta quasi esclusivamente sul digitale.

È vero che siamo nell’epoca dei big marketplace web, delle piattaforme digitali che non creano contenuti ma che allo stesso tempo ne sono il veicolo quasi esclusivo (si pensi a Facebook, Uber o Airbnb). Ma per quanto sia importante spingere al digitale, dobbiamo ricordarci che siamo il paese della manifattura d’alta qualità, a dispetto della crisi siamo ancora la seconda industria manifatturiera d’Europa. È come se non si capisse che il digitale è un mezzo, non il fine. Abbiamo la tecnologia e il tessuto imprenditoriale per eccellere in questo settore, quello manifatturiero, oltre al marchio del “Made in Italy” riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Insomma, ci sono tutti gli elementi per portare al successo startup di prodotto fisico, con tecnologie più e meno avanzate, capaci di fare leva sui settori in cui sappiamo essere leader: food, forniture e fashion.

ympact-milan

– E lo fa? 

Non sistematicamente, ed è un peccato, perché sono questi i nostri punti di forza. Non siamo certo riconosciuti e apprezzati per la nostra capacità organizzativa, o il fare sistema, ma se si parla di prodotto, tecnologia, design e attenzione al dettaglio siamo i migliori.

La situazione italiana è difficile, mancano degli enabler fondamentali come un sistema economico, fiscale e legale trasparente e snello. Anche il campanilismo e frammentazione non aiutano. Tutti ancora credono nel miracolo e nei soldi facili. Tutto ciò si traduce in un entusiasmo esagerato al primo micro successo, a cui non segue però una crescita reale. Tutti parlano di volere aiutare le startup, ma poi non comprano il risultato è che c’è la corsa a fare l’advisor ma nessuno vuole fare cliente o il dipendente in primis.

Poi c’è il problema degli investitori. I soldi ci sono, ma non vanno alle startup, e soprattutto non con le logiche necessarie al loro successo. I finanziatori difficilmente ti dicono con chiarezza come stanno le cose, cosa hanno da offrire e cosa vogliono ottenere.

– E fuori? Come ci vedono?

Molti sono convinti che il nostro problema sia la mancanza di trasparenza e una burocrazia ipertrofica. L’investitore estero ha paura di mettere i propri soldi in una srl, se poi per impugnare un contratto è costretto ad avere a che fare con la nebbia del sistema giuridico italiano.

Dall’altro lato gli italiani sono ricercati per capacità, creatività e ingegno. È come se l’essere italiani fosse quel quid in più. Se ci pensiamo, gli imprenditori italiani all’estero riescono sempre a raggiungere un qualche tipo di successo. Paghiamo però il prezzo di un ritardo rispetto agli altri nella conoscenza dell’inglese e nella penetrazione delle tecnologie digitali.

– Qual è quindi l’opinione che abbiamo di noi stessi? Ci vediamo peggio o meglio di quello che realmente siamo?

Probabilmente all’estero ci vedono meglio di come ci vediamo noi.

Spesso tendiamo a concentrarci sui difetti ed a vedere il bicchiere mezzo vuoto, però abbiamo tantissime qualità e abbiamo la capacità di farle fruttare. La verità è che ci piace lamentarci e non ci accorgiamo delle opportunità che abbiamo intorno. Piuttosto che piangerci addosso, dovremmo cominciare a fare. 

Un altro problema sta proprio nell’atteggiamento di cui parlavo prima a proposito della mia esperienza nella Silicon Valley. In Italia ci si focalizza spesso sugli errori che una persona ha fatto, forse per invidia più che per reale spirito critico. Questo crea un clima di sfiducia, sia verso chi osserva che verso chi è bersaglio delle critiche. Gli americani danno una carica incredibile a chi ha successo, anche se minimo. Se in Italia chi fa bene viene additato per i micro errori fatti lungo il percorso, in Silicon Valley si premia che ha fatto qualcosa di utile, anche se non ha cambiato il mondo. E con questa mentalità di spinta reciproca poi va a finire che qualcuno il mondo (o una sua piccola parte) lo cambia davvero. Servono collaborazione e spinta reciproca. Anche tra i profili junior con le loro energie e le loro idee ed i professionisti senior con la loro esperienza e determinazione.

– Tu hai conosciuto tante startup. Ma cosa ci vuole per fare startup?

Principalmente tre cose: un problema, il focus e l’execution.

Tutti hanno il mito dell’idea geniale. In realtà quello che ci vuole è un problema più o meno diffuso che può essere risolto. È il problema, non l’idea, ad essere il punto di partenza.

Serve poi tenere l’attenzione su quel problema e non farsi distrarre dalle mille opportunità che possono sì rendere il business più interessante, ma anche distruggerlo. È decisamente preferibile fare una cosa molto bene che cercare di farne tante in modo mediocre.

Infine, si deve agire. Una volta sviluppato l’MVP lo si porta ai clienti e ci si prepara a ricevere i loro feedback. È importantissimo stabilire il contatto con i clienti il prima possibile: il mercato sono loro, non il proprio mentor, finanziatore o incubatore. Invece la startup italiana tende a concentrarsi sul blog prima ancora di avere un prodotto definito. Non mi fraintendete, il blog e i social media servono, anche come test o feedback iniziale, ma il focus deve restare sul prodotto e sul cliente.

 

youthub stories ympact

 

– Possiamo dire che il tuo progetto vuole raccontare come le startup stiano cambiando il concetto stesso di fare impresa, che non è più solo un mezzo di creazione di capitale ma anche agente di cambiamento sociale?

Il documentario Startups in Action nasce dall’esigenza di informare sulla situazione europea, raccontare cosa sta succedendo.

Il progetto però vuole ispirare i giovani a costruirsi il loro futuro. Se ci pensiamo, tutto ciò che ci circonda è stato costruito da qualcuno, e tutti possiamo agire e modificare il nostro presente e il nostro futuro. L’idea che sta alla base di tutto ciò è che noi siamo fautori di ciò che ci circonda e possiamo modellarlo, migliorarlo, anche tramite l’azione imprenditoriale.

Per questo il progetto si è evoluto da semplice documentario in una organizzazione no profit per diffondere la cultura alla base della Silicon Valley nel mondo. 

Rilasceremo presto un nuovo documentario e daremo il via una serie di eventi rivolti agli studenti mirando all’adozione di un approccio imprenditoriale ed alla fiducia nelle proprie capacità. Spero che questo sia solo l’inizio, il giro di prova di un progetto più grande.

L’accesso alla conoscenza dei giovani di oggi era inimmaginabile fino a pochi anni fa. Grazie all’evoluzione tecnologica, le nuove generazioni hanno a disposizione innumerevoli risorse che possono utilizzare per affrontare le grandi sfide che ci si pongono innanzi: energia, cibo, acqua potabile, rifiuti, ambiente, educazione. Il potenziale dei giovani di oggi, combinato all’esperienza dei professionisti, è qualcosa straordinario per produrre l’innovazione di cui abbiamo bisogno.

Gli eventi di marzo nell’ecosistema startup siciliano

di Alessandro Scuderi

Come come ogni mese, YoutHub vi segnala gli eventi di marzo da non perdere per stare al passo del sempre più vivace ecosistema start up siciliano.

tedxssc

In particolare, oltre al consueto appuntamento mensile della Fabbrica delle Idee a Messina ti presentiamo un evento straordinario a Catania, il TEDxSSCLive.

Cosa sia il TED lo sappiamo tutti. Il tema scelto quest’anno è “Truth and Dare”, versione inglese di “obbligo o verità”. Gli innovatori più importanti del momento scelti tra artisti, scienziati, politici e visionari saranno quindi impegnati, con le loro lezioni, a mettere in discussione verità consolidate e quindi a sfidare le consuetudini guardando al futuro.

La scuola superiore di Catania vi offre la possibilità di assistere gratuitamente ai migliori talk della conferenza senza dover volare fino in Canada, a Vancouver.

Per ricreare l’atmosfera originale, le conferenze saranno riproposte in lingua originale e senza sottotitoli.

L’evento avrà luogo alla Scuola Superiore di Catania, in via Valdisavoja, 9 il 18 febbraio alle 18.00. Occorre registrarsi gratuitamente tramite Eventbrite.

Potete seguire la diretta sul nostro account Twitter.

fabbrica delle idee

Sempre il 18 marzo si terrà a Messina La Fabbrica delle Idee. Si tratta dell’incontro mensile che riunisce la community di Startup Messina (qui la loro pagina Facebook) nella quale si discutono e si propongono idee e progetti di startup. Il format è molto simile al nostro Appuntamento delle Idee: i partecipanti avranno cinque minuti per esporre i propri progetti – ancora su carta o già in atto – ai quali seguiranno altri cinque minuti la platea potrà esprimere dubbi, avanzare critiche, proporre migliorie e magari candidarsi ad allargare il team.

La Fabbrica delle Idee si riunirà a Messina il 18 marzo dalle 19:30 alle 21:00 presso il John Milton Institute, in Strada San Giacomo, 19. L’ingresso è gratuito ma è necessario registrarsi in anticipo su Eventbrite. Per i dettagli e prenotare un posto cliccate qui.

fareinnovazione

Naxoslegge, il festival della lettura, del libro e della narrazione che si tiene a Giardini, ha promosso #FAREINNOVAZIONE, una serie di incontri sul tema della sharing economy, l’innovazione e il nuovo modo di fare impresa e creare lavoro.

Venerdì 20 si terrà il terzo incontro, incentrato sulle startup.

Youthub sarà protagonista assoluta dell’evento. Tutti i relatori sono startupper cresciuti negli Appidee: Fabio Bruno di Itineranda, Giuseppe Patanè di Park Smart, Valerio Merenda di Mash&Co e Dino De Luca di Spidwit.

Inoltre il nostro Antonio Musumeci, anima dell’associazione, racconterà YoutHub e come sia fondamentale per chi fa startup fallire per crescere e avere successo.

L’incontro si terrà venerdì 20 marzo 2015 alle ore 17.30 presso l’auditorium del Liceo “Caminiti – Trimarchi”, Giardini Naxos (ME)

Clicca qui per conoscere tutti i dettagli.

Silicon Valley

Lunedì 23 marzo, dalle 14 alle 16, all’Aula Magna “Olivieri” della facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania parte la prima conferenza del prossimo Silicon Valley Study Tour.

Il programma, sostenuto dalla Farnesina, darà l’opportunità ad alcuni studenti dei corsi di laurea di ingegneria Elettronica, Informatica, Telecomunicazioni e Automatica di visitare grandi realtà accademiche e industriali della Silicon Valley come Google, Facebook, Cisco, Dropbox e la mitica Stanford University.

L’incontro è aperto a tutti. Non perdete l’occasione di visitare la culla delle startup americane.

Seejay lancia la sua campagna di funding equity based.

di Alessandro Scuderi

Sono giorni importanti per la startup Seejay. Dopo aver lanciato la nuova versione –  e orientato il proprio modello di business verso il B2B – lancia la sua campagna di funding equity-based, puntando a raccogliere 150.000 € offrendo una quota del 15,79%.

Seejay è una piattaforma che consente di raccogliere, organizzare e pubblicare contenuti prodotti sui social network come video, immagini e testi, permettendo di costruire in tempo reale la narrazione di un determinato accadimento, evento o prodotto. 

Saranno quindi gli stessi utenti a creare i contenuti. I brand e publisher che utilizzano Seejay non devono fare altro che raccogliere i contenuti sul social wall personalizzabile della piattaforma.

Grazie ad un algoritmo di ricerca semantica, l’utente di Seejay potrà raccogliere, organizzare ed integrare sul proprio Social Wall tutte le notizie, i commenti e i contenuti (testo, immagini e video) prodotti sui social network a partire da una o più parole chiave già referenziati e geolocalizzati, creando una narrazione allo stesso tempo organica e partecipata.

Ma i benefici non si fermano qui: oltre a raccogliere ed ordinare i contenuti, l’utente potrà, grazie al maggior coinvolgimento e valorizzazione del suo pubblico, aumentare il traffico verso il proprio sito e in generale la propria presenza sulla rete, migliorando il proprio SEO. Sarà inoltre più facile ottenere dati e analisi sulla propria utenza, necessità cruciale non solo per i media, ma anche per le aziende che vogliono creare una campagna di marketing mirata per i propri prodotti e hanno bisogno di un profilo della proprio pubblico sulla rete quanto più accurato possibile.

La nuova versione, oltre a presentare una veste grafica più accattivante, rende più semplice ed efficace la raccolta di contenuti, grazie ad algoritmi semantici migliorati e alla possibilità di utilizzare filtri. Il processo di creazione della storia è adesso più fluido e strutturato in tre passaggi: collezione e selezione dei contenuti, personalizzazione e infine la pubblicazione del Social Wall.

Con questo aggiornamento, che permette di costruire in tempo reale uno «storytelling collettivo» Seejay si orienta verso il mercato B2B, puntando a “clienti” come brand ed editori che avranno anche la possibilità di usufruire di strumenti di analisi dell’utenza e del sentiment avanzati.

Insomma, Seejay è una realtà che punta ad aumentare la qualità dell’informazione e della comunicazione al tempo dei social network e a diventare uno strumento indispensabile per media e aziende. Le potenzialità sono enormi e non è certo una novità.

È indicativo, poi, che tra i circa 100.000 utenti si trovino di testate nazionali e brand importanti abbiano già usato la piattaforma, come ad esempio Kellogg’s, Repubblica o Il Messaggero che ha scelto Seejay per raccontare il processo di beatificazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II il 26 aprile scorso.

Seejay funzioni

Non è quindi un caso se, ad esempio, nel 2013 al Web Summit di Dublino, l’evento europeo più importante in tema di startup, Seejay fu inserita tra le startup selezionate; o se è stata proclamata vincitrice di Mind the Bridge 2014  con tanto di ammissione alla scuola MTB di San Francisco.

Adesso Seejay ha lanciato una campagna di funding equity based sulla piattaforma Siamo Soci. L’obiettivo è arrivare a 150.000 euro promettendo agli investitori una quota complessiva del 15.79% partendo da un investimento minimo di 10.000 euro.

Mica male per una realtà che, oltre ai riconoscimenti già citati, va a proporsi in due mercati in fortissima espansione: i servizi cloud per l’editoria e i servizi di digital marketing.

Gli investitori non mancano: hanno già fatto il loro ingresso in società due business angel che hanno portato 20.000 euro ciascuno e Club Italia Investimenti 2, che ha portato in dote 50.000 euro, oltre l’incubatore Nana Bianca. La stessa campagna di funding è partita alla grande, registrando un’investimento complessivo di 20.000 euro già nei primi giorni.

Qui potete accedere alla piattaforma di funding Siamo Soci, leggere l’Executive Summary e scoprire il Team di Seejay.

Le opportunità di marzo

di Alessandro Scuderi

L’agenda degli appassionati di innovazione è fitta nelle pagine di marzo.

Sono infatti numerosissimi i bandi attivi in questi giorni che offrono occasioni di finanziamento e formazione per le imprese e i progetti innovativi.

 

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TechStars porta dagli Stati Uniti una grande opportunità in Europa. Il più importante acceleratore di Startup statunitense sta per aprire una seconda sede in Europa, a Berlino.

La sede sarà in quell’incredibile complesso al centro della capitale tedesca che è il GTEC, ovvero il German Tech Entrepeneurship Center. Questo enorme spazio (1200 metri quadrati) punta a diventare il nuovo quartier generale dell’innovazione tedesca ed europea.

La forza dell’economia tedesca e l’attrattiva della città, ricca di opportunità e collegamenti e allo stesso tempo poco costosa, unita al richiamo di un colosso americano come TechStars, ha già attratto Startup da tutta Europa.

Definire il programma di accelerazione allettante è decisamente riduttivo. In palio ci sono tre mesi di accelerazione e 118 mila dollari per dieci aziende. In più, TechStars mette a disposizione dei vincitori un ricchissimo network di 3000 aziende e partner.

La call per la prossima Summer School scade il 15 marzo, affrettatevi! Cliccate qui per applicare.

 

 

 

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Se TechStars porta l’America da voi, con il BEST (Business Exchange and Student Training) sarete voi a volare oltreoceano: Si tratta di un programma bilaterale Italia-USA nato dalla cooperazione tra l’Ambasciata USA in Italia, la Commissione Fulbright in Italia, Invitalia e il Consolato Italiano di San Francisco.

Il programma è rivolto ai cittadini italiani under 35 in possesso di Laurea triennale o Laurea vecchio ordinamento o Laurea Magistrale o Dottorato di ricerca oppure studenti di Dottorato di Ricerca. Il programma è aperto anche a chi sta effettuando studi relativi all’arte, al fashion e al design.

Si tratta di una borsa di studio che offre l’imperdibile opportunità di volare alla Silicon Valley con una borsa di studio di 41.000 euro per partecipare ai corsi intensivi in Entrepreneurship e Management presso la Santa Clara University e ai tirocini presso le aziende della Silicon Valley. Per partecipare è richiesta una conoscenza avanzata della lingua inglese, certificata dal superamento dell’esame TOEFL con punteggio superiore a 72.

Scade il 27 marzo, quindi affrettatevi. Per conoscere i dettagli del programma visitate la pagina ufficiale.

 

Un capitolo a parte meritano poi le occasioni dedicate alla Social Innovation. Sono infatti addirittura tre le opportunità per le startup che si dedicano al sociale: il premio Startup sociali –Giovani idee per il social business della Fondazione San Patrigano e Banca Prossima; il Think4South e Think for Social, promosse rispettivamente da Groupama Assicurazioni e Fondazione Vodafone.

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La prima occasione, nata dalla collaborazione tra la più grande comunità per il recupero dei tossicodipendenti d’Europa e l’unica banca europea dedicata esclusivamente al non profit, offre un finanziamento bancario per un valore massimo di 25.000 euro  e l’accompagnamento all’avvio dell’impresa a tre idee imprenditoriali a valore sociale proposte da studenti universitari under 35.

Per partecipare basta registrarsi alla piattaforma entro il 15 marzo.

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CoopStartup invece presenta due occasioni. “Premio Coopstartup FarmAbility” è un bando di 10000 euro per tre startup orientate all’agroalimentare costituitesi da non più di tre anni i cui membri (almeno 3) sono residenti nel nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna).

Il percorso, oltre al contributo economico, prevede percorsi di formazione e consulenza.

Il bando CoopStartupMarche si rivolge anch’esso a gruppi di almeno tre persone, ma con massimo 35 anni di età. Il bando prevede 5000 euro per cinque startup che vogliano costituirsi nelle Marche in forma cooperativa per l’avvio dell’impresa e la copertura del 50% delle spese fino ad un massimo di 150.000 euro, oltre ad una serie di servizi di accompagnamento a costo agevolato per i primi 36 mesi.

Per entrambi i bandi c’è tempo fino al 31 marzo. 

 

 

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Avete invece tempo fino al 30 aprile per candidarvi al Think for Social, concorso promosso dalla Fondazione Vodafone Italia in collaborazione con PoliHub, l’incubatore del politecnico di Milano.

Think for Social punta a premiare le idee tecnologiche più innovative che abbiano come focus uno dei tre ambiti del concorso: Salute e il benessere, Cultura e istruzione, Agricoltura, alimentazione e ambiente.

Il concorso si svolgerà in due fasi: nella prima, le dieci proposte più interessanti verranno ammesse ad un programma di accelerazione di quattro mesi all’interno del PoliHub e riceveranno un grant di 30.000 euro. Nella seconda fase, i tre progetti migliori riceveranno una seconda tranche di finanziamenti per un valore di 700.000 euro complessivi per sviluppare la propria impresa.

Per candidarvi visitate il sito del concorso.

think4south

Come suggerisce il nome, Think4South è un concorso riservato a giovani under 35 e startup costituite non prima del 2014 con sede legale in una delle seguenti regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il valore sociale del concorso è duplice: portare valore nelle regioni italiane con i tassi di disoccupazione più alti e supportare delle idee imprenditoriali basate su tecnologie avanzate orientate ad una delle 4 categorie previste: prevenzione del cambiamento climatico, prevenzione dei rischi sanitari, valorizzazione delle risorse del territorio e al miglioramento della qualità della vita nelle città.

I vincitori riceveranno un contributo economico di 15.000 euro e la possibilità di partecipare ad un programma di accelerazione che prevede tra l’altro il supporto di infrastrutture e conoscenze dei partner.

Scadenza del bando 15 maggio, per partecipare registratevi sul sito del progetto.

 

Unicredit startlab

Se la vostra startup esiste da meno di tre anni ed è ad alto tasso tecnologico ed opera nei settori biotecnologico, dell’energia pulita, dei servizi informatici e web, o propone un prodotto che sia innovativo e made in Italy, non dovete farvi sfuggire l’opportunità offerta da Unicredit Start Lab.

Il gruppo Unicredit mette in palio un percorso di accelerazione che prevede, oltre ad un premio in denaro, la consulenza dei suoi mentor, uno spazio di coworking presso l’acceleratore milanese FinTech dotato di tutti i servizi di cui avete bisogno, percorsi di formazione e i preziosi contatti con gli attori dell’ecosistema milanese presenti nel portafoglio del grande gruppo finanziario.

Avete tempo fino al 30 aprile per presentare i vostri progetti. Potete trovare informazioni dettagliate e candidarvi nella pagina del progetto.

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Un ricco premio monetario (50.000 euro) e soprattutto la possibilità di usufruire della consulenza e del supporto di un network di imprese che vi aiuteranno a trasformare vostra idea in una realtà e in valore. Tutto questo è GoBeyond, il concorso lanciato da SisalPay per trasformare una idea in una impresa di valore.

La fase di raccolta delle idee è già in corso, avete tempo fino al 15 aprile. Per scoprire come partecipare visitate la pagina del regolamento

 

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Vi segnaliamo infine che dal 16 febbraio è ripartito Smart&Start, il programma di Invitalia voluto dal governo e che punta allo sviluppo di startup innovative  (costituite da non più di 48 mesi) sul territorio nazionale.

Il programma prevede la copertura, tramite finanziamenti a tasso zero, di costi di gestione e investimenti compresi tra 100.000 e un milione e mezzo di euro. Se poi il team è composto di giovani e/o donne o annovera tra i soci un ricercatore che sta svolgendo un dottorato di ricerca all’estero, il progetto prevede anche l’apertura di un mutuo a tasso zero che copre l’80% dell’importo invece che il 70% previsto per gli altri casi.

Nel caso poi che la startup abbia sede in una regione del sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia) o nelle zone  dell’aquilano colpite dal sisma del 2009, questa avrà diritto a restituire solo l’80% dell’importo ottenuto con il mutuo agevolato.

Infine, oltre all’apporto economico, le startup costituite negli ultimi 12 mesi potranno usufruire di una serie di sevizi di tutoring e consulenza.

Per conoscere le modalità e le opportunità del nuovo Smart&Start, visita il sito del programma.

 

 

Call for ideas: una settimana in più per approfittarne

di Alessandro Scuderi – YoutHub prolunga la scadenza per presentare le idee all’8 marzo. Partecipare significa credere davvero alla propria idea e decidere di farla crescere sul serio.

Avete avuto una grande idea, e siete certi di poterla trasformare nel vostro lavoro.

Ne avete parlato con amici e parenti. Alcuni vi hanno incoraggiato ad andare avanti, altri si sono perfino offerti di entrare a far parte del progetto. Un programmatore, un esperto di business… non manca niente.

Si comincia a lavorare, nella tua stanza. Tanto bastano un paio di portatili ed una connessione. Siamo nel ventunesimo secolo, si può lavorare ovunque.

Il progetto va avanti, l’entusiasmo è alle stelle. Poi capita di incontrare qualcuno e raccontargli il tuo progetto. Già pregusti il suo entusiasmo, i suoi complimenti e magari un supporto economico.

great big ideas

E invece scopri che un prodotto simile esiste già, o magari che è sì valido, ma inguardabile.

O peggio: scopri che non ha capito niente perché non sei stato in grado di spiegare il tuo progetto, di centrare il punto. Non sei riuscito a sintetizzare il tuo executive summary all’interno della soglia di attenzione del tuo interlocutore. Ma forse non ce l’avevi nemmeno, l’executive summary. E non avevi idea ci fosse una soglia d’attenzione.

Se solo avessi avuto un esperto di comunicazione ad aver impostato una strategia, e un grafico a rendere la tua user-experience accattivante! Ma non ce li hai un grafico ed un esperto di comunicazione, non pensavi di averne bisogno.

Sono i pericoli del tenere il tuo progetto al sicuro chiuso nella tua stanza, del tenerlo al riparo dalle critiche degli altri. Del resto farsi i complimenti a vicenda è facile e mette di buon umore, ma sono le batoste quelle che fanno crescere.

Coworking

Adesso le batoste le hai prese, ma non sai come recepire le critiche, far cambiare rotta al tuo progetto. Perché a criticare sono bravi tutti, ma a dare consigli, a seguirti e donarti la loro esperienza e competenze un po’ meno. Anche perché le persone con delle competenze reali sono difficili da trovare e in genere vogliono essere pagate.

YoutHub ti offre un’occasione di quelle imperdibili. Abbiamo deciso di prolungare la scadenza della nostra Call for Ideas all’8 marzo. Chi vince potrà sfruttare gratuitamente la grande esperienza del mondo startup del board di YoutHub, oltre al poter lavorare in un luogo come l’acceleratore Working Capital di Catania insieme ad altri startupper coi quali confrontarsi e scambiare idee e opinioni.

È ora di crescere e fare sul serio. Se pensate di avere un progetto valido, partecipate al nostro bando. Le istruzioni le trovate qui.

Avere qualcosa da dire è sempre più importante che aspettare a dire qualcosa - John M Capozzi