Come scrivere un executive summary

reblog da Working Capital 

I consigli sulla redazione della parte introduttiva di un business plan.

La parte più importante di un business plan è senza dubbio l’executive summary, quella sezione che introduce il documento stesso, permettendo a chi legge di farsi un’idea del progetto. Il suo valore fondamentale risiede nell’essere il testo che il potenziale investitore legge prima di tutto, per cui deve essere avvincente e capace di attrarre l’attenzione. Qualora così non fosse, l’executive summary corre il rischio di non essere letto sino in fondo e di essere addirittura scartato.
Secondo Guy Kawasaki si hanno appena 30 secondi per attrarre l’interesse dell’investitore per cui bisogna essere chiari, diretti ed avvincenti, arrivando subito al dunque.

Dal momento che l’executive summary deve assolvere una funzione prettamente riassuntiva, Susan Ward su About.com suggerisce di includervi pochi, semplici argomenti chiave: una descrizione della compagnia (compresi prodotti e/o servizi venduti), la mission, il management, il mercato di riferimento e la potenziale clientela, il marketing e le vendite, i competitor, i passi operativi, i piani finanziari e le stime. In coda a questa prima fondamentale parte del business plan, poi, crede sia molto importante inserire una frase ad effetto – lei la chiama “last kick at the can” – qualcosa cioè che riesca a persuadere il lettore che il business presentato sia vincente.

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Guy Kawasaki, invece, preferisce suddividere il suo consiglio riguardo i contenuti in 9 punti chiave:
1. La frase ad effetto: è necessario iniziare con una frase (o due) che definisca il tono del resto documento, attraverso la spiegazione del motivo per cui il proprio business è da considerare una grande idea.
2. Il problema: spiegare qual è il problema che il proprio business andrà a risolvere.
3. La soluzione: mostrare ciò che offre l’azienda (il prodotto e/o il servizio) e a chi lo offre. È consigliabile usare termini di uso comune ed evitare acronimi o altre parole che possano risultare sconosciute a chi legge. Questo è il punto in cui spiegare il modo in cui la società crea valore, all’interno del proprio settore.
4. L’opportunità: indicare la segmentazione del mercato di riferimento, la sua grandezza, la crescita prevista e le dinamiche (quante persone o aziende diverranno clienti dell’azienda, a quanto ammonterà il fatturato, quanto veloce sarà la crescita, ecc.). È preferibile indicare come target una percentuale ragionevole di un mercato in crescita e ben definito, piuttosto che una microscopica fetta di un mercato enorme e già maturo.
5. Il vantaggio competitivo: la competizione nel mercato è qualcosa di ineliminabile: esiste sempre e comunque. Molto probabilmente, se al momento di presentare il business plan un vero competitor non esiste, questo vuol dire che manca poco perché emerga. Il consiglio è quello di capire il proprio vantaggio competitivo e dichiararlo chiaramente. Inutile cercare di convincere l’investitore che esso consista solo nell’essere un early mover.
6. Il modello: chiarire come si genererà reddito e da quale fonte e spiegare perché il proprio modello sarà scalabile ed efficace, oltre che efficiente dal punto di vista della gestione del capitale. Indicare le metriche attraverso la quali si effettuerà una valutazione e i risultati che si raggiungeranno entro un lasso di tempo che andrà dai 3 ai 5 anni.
7. Il team: indicare il motivo per cui il proprio team ha le caratteristiche giuste per riuscire in quello che è chiamato a fare. Non serve snocciolare brevi curriculum di ogni componente ma è più indicato riportare il background di esperienze che ciascuno di essi possiede e che può essere davvero utile all’azienda. All’occorrenza si può anche citare i brand delle aziende per cui i membri del team hanno lavorato ma solo se sono noti e significativi per il proprio business.
8. La promessa: il momento dell’elevator pitch è quello in cui sostanzialmente si fa una promessa all’investitore: quella di fargli guadagnare molto denaro. Ciò sarà possibile solo se l’azienda sarà in grado di raggiungere un alto ritorno sul capitale investito. La ricapitolazione delle stime finanziarie, da inserire in questo punto, dovrebbe mostrare chiaramente questi obiettivi. È consigliabile indicare costi, ricavi, perdite/profitti, flussi di cassa e numero di unità del personale, rapportati ad un periodo di 5 anni, così come key driver quali numero di clienti e unità vendute.
9. La richiesta: questo è il punto in cui rendere esplicito l’ammontare di capitale richiesto all’investitore. Una cifra che indica la somma minima di denaro necessaria a raggiungere il primo grande traguardo aziendale. È preferibile chiedere un po’ di più ma mai meno di quel che serve per il business. Inoltre, è utile indicare eventuali future richieste di ulteriore capitale.
Altri consigli generici di Kawasaki sono: usare una fraseologia semplice, evitare di citare nomi importanti nel caso in cui siano solo ‘fumo negli occhi’, scartare aggettivi altisonanti ma poco chiari, utilizzare analogie solo per spiegare meglio e non per colpire il lettore.

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Indicazioni più sintetiche arrivano da Tim Berry via Bplans.com. Il suo suggerimento è di includere nel primo paragrafo dell’executive summary solo: il nome del business, il posto in cui si trova (la location), il prodotto o il servizio da vendere e lo scopo del business plan. A seguire nel documento ci può essere spazio per ulteriori approfondimenti sui profitti, sulle vendite previste, sulle unità vendute, sulla redditività e sui punti chiave per il successo, facendo magari anche uso di grafici che riportino le stime per i primi tre anni dell’azienda.

Sulla lunghezza dell’executive summary, comunque, troviamo una certa convergenza di opinioni fra gli autori. Kawasaki, Berry e Ward sono perentori su questo punto: il documento deve necessariamente essere breve. Le differenze comunque sono minime: Berry propende per una singola pagina, mentre Kawasaki ipotizza una lunghezza massima di tre pagine. Il suo modello perfetto prevede un documento che vada da un minimo di sei a un massimo di otto paragrafi, in grado di contenere tutti i 9 punti, ognuno dei quali espresso con due o tre frasi chiare, semplici e dirette. Susan Ward sembra più orientata verso le due pagine ma rimane dell’idea che la funzione dell’executive summary è quella di presentare il piano, non spiegarlo nel dettaglio.

Altra questione importante è quella del momento in cui redigere l’executive summary. Berry è convinto che questa sintesi introduttiva dovrebbe essere scritta solo dopo che il business plan sia stato completato. Meglio ancora: dovrebbe essere preparata cronologicamente come ultimo capitolo, nonostante esso si trovi all’inizio, davanti a tutte le altre sezioni.

Una volta che il testo è stato completato, Susan Ward suggerisce di leggerlo più volte ad alta voce, magari mettendosi nei panni di chi ascolta, al fine di rendersi conto se il testo suoni davvero chiaro, completo e scorrevole – oltre che comprensibile.

Una cosa da tenere sempre bene a mente è che non esiste un template che va bene per ogni executive summary. Bisogna essere capaci di enfatizzare le cose più importanti, così come eliminare tutte le parti inutili che non hanno alcun senso di esistere. La bravura di chi lo compila sta anche in questo. Ricordando sempre che «Il compito di un executive summary è di vendere, non di descrivere».

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Gli eventi di febbraio nell’ecosistema startup siciliano

di Alessandro Scuderi

Nell’attesa di riprendere il nostro consueto appuntamento delle idee (manca poco) noi di YoutHub siamo sempre attenti a ciò che succede all’interno del vivace movimento della comunità startup siciliana. Per questo vi segnaliamo tre eventi da non perdere, tutti ovviamente in Sicilia: parliamo della tappa catanese dell’Open Data Tour, della Fabbrica delle Idee a Messina e del Caffè Digitale di Ragusa Digitale.

 

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L’Open Data Tour è una iniziativa voluta da Open Data Sicilia che si propone di promuovere la cultura degli open data e sensibilizzare la Pubblica Amministrazione sui temi della pubblicazione e fruizione libera dei dati in suo possesso. Un rappresentante di Open Data Sicilia visiterà Catania nell’ambito di un dialogo con le istituzioni e i cittadini per incoraggiare l’apertura della P. A. agli open data (come ad esempio la pubblicazione dell’indirizzo e le coordinate GPS delle sedi amministrative) e capire quali dati possono essere utili alla collettività e potrebbero essere rilasciati. Il prossimo incontro si terrà il 24 febbraio alle ore 20.00 alla sede di Hackspace Catania di via Grotte Bianche 112.

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La Fabbrica delle Idee è l’incontro mensile che riunisce la community di Startup Messina (qui la loro pagina Facebook) nella quale si discutono e si propongono idee e progetti di startup. Il format è molto simile al nostro Appuntamento delle Idee: i partecipanti avranno cinque minuti per esporre i propri progetti – ancora su carta o già in atto – ai quali seguiranno altri cinque minuti la platea potrà esprimere dubbi, avanzare critiche, proporre migliorie e magari candidarsi ad allargare il team.

Ospiti dell’appuntamento di febbraio saranno i Cantieri Zeta, uno spazio di lavoro dedicato ad artisti, professionisti ed imprese artigiane nel quale si fa impresa e si rivaluta il territorio; le ragazze di Agromobile, un sito – ed un’app – che propone itinerari turistici a tema gastronomico, invitando gli utenti a scoprire la Sicilia e i suoi sapori.

La Fabbrica delle Idee si riunirà a Messina il 25 febbraio dalle 19:30 alle 21:00 presso il John Milton Institute, in Strada San Giacomo, 19. L’ingresso è gratuito ma è necessario registrarsi in anticipo su Eventbrite.

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Sempre sul tema degli Open Data verterà infine l’ultimo evento della settimana. Sabato 28  appuntamento dalle 16 alle 18 nella sede di Confindustria Ragusa con il secondo Caffè Digitale del 2015, organizzato da Ragusa Digitale – Networking Ibleo e i giovani di Confindustria Ragusa. Maggiori info qui.

Se siete degli appassionati di innovazione o fate già parte dell’ecosistema startup siciliano volete segnalarci altri eventi inerenti organizzati da voi o da terzi, non esitate a contattarci al nostro indirizzo email o sulla nostra pagina Facebook.

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YoutHub lancia la Call for Ideas di Febbraio

di  Alessandro Scuderi – YoutHub lancia la sua call for ideas mettendo in palio due spazi di coworking al WCap ed 8 ore di mentorship gratuite. Scadenza a mezzanotte del 8 marzo.

Come già annunciato alla riunione soci del 14 febbraio, YoutHub continua la sua missione di trasformare idee innovative in startup di successo lanciando una nuova Call for Ideas.

In collaborazione con Working Capital, la nostra associazione mette in palio due spazi di co-working nella sede catanese dell’acceleratore di Telecom Italia. Ma in palio non ci sono solo un tavolo e la connessione internet: c’è l’opportunità di usufruire dell’esperienza del board YoutHub, maturata anche in seno al Wcap Catania come mentor, con 8h di consulenza.

Durante il periodo di coworking, infatti, le startup vincitrici potranno usufruire dell’occasione unica di essere seguiti dal board di YoutHub sui temi di sviluppo, design, comunicazione, marketing e business.

L’occasione è di quelle da prendere al volo, anche perché per partecipare alla Call for Ideas è sufficiente avere un progetto interessante, essere membri dell’associazione YoutHub (per iscrivervi è sufficiente inviarci una mail per prenotarvi e compilare il modulo al primo incontro utile) ed inviare entro la mezzanotte dell’8 marzo:

  • Un video da 1 minuto che racconti l’idea, il team e la portata innovativa della proposta;
  • L’executive summary del business plan da 2 pagine, (clicca qui per leggere un suggerimento) che spieghi il problema dal quale si è partiti, la soluzione proposta per risolverlo, il mercato di riferimento, i competitors, il go to market, la user/client acquisition, il revenue model ed il team.

Il video verrà caricato sui canali Youtube, Facebook e Twitter di YoutHub e sarà valutato sulla quantità di engagement conseguito (apprezzamenti e visualizzazioni), cumulativo fra tutti i canali sociali utilizzati.

L’executive summary verrà valutato in maniera indipendente dal board dell’associazione, sulla base della innovatività dell’idea proposta, realizzabilità e competenze del team.

Il video e l’executive summary dovranno essere inviati ad info@youthub.net entro le 23.59 di domenica 1 marzo.

I vincitori saranno proclamati alle ore 10 del 16 marzo sul sito YoutHub e durante l’Appuntamento delle Idee le startup vincitrici avranno l’opportunità di presentare i loro progetti a tutta la community.

Questa è l’occasione che aspettavate per dare forma al vostro sogno, non perdetela!

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Avere qualcosa da dire è sempre più importante che aspettare a dire qualcosa - John M Capozzi

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